Le statistiche e gli indicatori parlano dell'emergere in Italia di una vera e propria "questione territoriale", con una mancata polarizzazione tra territori nei quali si concentrano opportunità, risorse, servizi e investimenti; e aree in cui si acuiscono l'invecchiamento, la povertà e la desertificazione.
Senza interventi mirati volti a garantire uno sviluppo che si traduca in occupazione, vengono meno i fondamentali diritti di cittadinanza, con il risultato che qualunque iniziativa è votata al fallimento. Su questi nodi si giocherà la partita del riequilibrio territoriale e del ruolo delle nostre comunità.
L'attuazione di politiche in grado di garantire il diritto di opzione e la libertà di scelta di vita necessita di forme politiche che siano luoghi di rielaborazione del pensiero, luoghi nei quali riformulare le prospettive all'interno di una visione di bene comune. Solo così la "questione territoriale" può assumere l'importanza di una "questione nazionale".

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