giovedì 27 dicembre 2018

THE DAY AFTER NATALE, L'ASSALTO AI SUPERMARKET MA NON PER RIEMPIRE LA VALIGIA

L'Epifania tutte le feste porta vita, nel frattempo però con Santo Stefano va in archivio una tre giorni abbastanza intensa. A tener banco, oltre alle abbuffate di Natale, sono i relativi dati Coldiretti/Ixè che hanno stimato un calo del 4% rispetto allo scorso anno, con una spesa di 90 euro a famiglia per imbandire la tavola.  In incremento, invece, il consumo di Spumante Italiano e di pietanze tipiche regionali, mentre il Panettone supera di misura nelle preferenze il Pandoro

I dati si riferiscono al periodo antecedente la tre giorni natalizia e sono pronti ad un balzo in avanti per il cenone di fine d'anno. Già da oggi si è registrato un vero e proprio assalto ai supermarket, vuoi per approfittare delle offerte post-Natale, vuoi per dare il via ai preparativi per il fantomatico cenone di fine anno. 

Code alle casse e carrelli pieni, madri e figli a braccetto per sistemare le provviste nelle buste, mariti spazientiti, come di consueto d'altronde. E' questa l'immagine della famiglia che è rimbalzata ai nostri occhi, diametralmente opposta a quella che ha descritto (con risultati pessimi) Salvatores nel nuovo video spot della CONAD, dove si vede un giovane pugliese (si presume dall'accento) fare le valigie per andare a lavorare lontano ed una madre premurosa pronta a riempirle con Caciocavallo, Cavatelli ed altri prodotti locali, non curante degli indumenti.

Oggi abbiamo assistito all'assalto ai supermarket, ma di certo non per riempire le valigie dei propri figli, piuttosto per imbandire le tavole e godersi quest'altra decina di giorni di festa insieme a tutta la famiglia, prima che arrivi l'Epifania e tutte le feste porti via.

Perchè noi al Sud siamo così, tradizionali, mammoni ma di certo non morti di fame. Il Caciocavallo ce li portiamo, ma non lo mischiamo certo con le camicie. 

a cura di Jonathan Checola

venerdì 14 dicembre 2018

INTERNET, L'IDEA CHE HA CAMBIATO IL MONDO

INTERNET, l'idea che ha cambiato il mondo.

Internet lo spazio che ha permesso al mondo di comunicare idee lontane, di cooperare e costruire progetti nuovi cercando fonti in modo innovativo tramite il crowdfunding ( finanziare progetti sperimentali), che ha permesso la beneficenza a portata di clik e ha creato partiti politici, può essere considerata la nuova rivoluzione industriale??

Io credo di SI!

Se da un lato ha favorito la filantropia, dall' altro è diventato subito strumento del capitalismo mondiale. Molti posti di lavoro sono stati sostituiti alla velocità di un clik, molte aziende compreso la parte amministrativa dello Stato ha cominciato la sua rivoluzione tagliando il personale e sostituendolo con macchine che fanno il lavoro di cinque alla metà del tempo. Se per il cittadino questo ha favorito una semplificazione delle azioni quotidiane senza doversi recare nell'apposito ufficio, ha di contrappasso reso una tragedia per chi si è visto sottrarre il proprio lavoro perchè giustamente incapace a competere con una macchina. Quale chiave di lettura politica possiamo dare all'inarrestabile futuro se non, che la politica viaggia più lento di esso. Viviamo un periodo storico particolare, siamo nella terra di mezzo della sfumatura che ci porterà alla totale automazione.

Analizzando i nuovi gioielli di casa Amazon o Google, assistenti vocali che possono benissimo sostituire una segretaria umana, oppure il caso recente del robot in Cina ha condotto un telegiornale senza che nessuno si sia accorto di nulla si evince chiaramente il concetto. Forse un futuro non molto lontano l'uomo sarà liberato dal lavoro e non saranno di certo le vecchie teorie liberali novecentesche a salvarci o traghettarci nel avvenire, ma necessita di pensare lontano ed immaginare un mondo diverso; è qui che entrano in gioco i vari ammortizzatori sociali. Analizzando il reddito di cittadinanza proposto dal governo si notano in esso diverse falle, ma come strumento è concettualmente valido per affrontare la realtà che viviamo e che verrà, combattendo la palese polarizzazione della ricchezza e precarizzazione della vita. La conclusione al dilemma è uno: non si può arrestare il futuro ma si può cambiare il modo con cui lo accogliamo!

"Abbiate fiducia nel progresso anche quando sembra che esso ha torto, perché è il movimento, la vita, la lotta, la speranza". [F. Marinetti]



giovedì 13 dicembre 2018

IL DIVARIO NORD-SUD, UNA TRISTE PIAGA CHE CONTINUA SEMPRE PIU' A DILATARSI

Durante l'ultima relazione del Copasir al Parlamento sono emerse tre minacce principali a cui è sottoposta l'Italia: 1) l'acquisizione di industrie e asset strategici da parte di imprese straniere; 2) la denatalità; 3) l'aumento del divario tra Nord e Sud

Proprio quest'ultima è la minaccia che più ci preoccupa e sulla quale poniamo la massima attenzione affinchè si possa alimentare un dibattito socio - politico volto a generare una vera e propria inversione di marcia.

Cio che merge è l'Italia come paese sempre più spaccato a metà: dopo la crisi, il Nord ha ripreso a correte, mentre il Sud, invece, arranca e presenta una situazione socio - occupazionale (grafico in foto allegata) addirittura peggiore della Grecia. La distanza tra il Centro-Nord e il Sud non si limita al PIL pro-capite, ma si concretizza anche nella continua migrazione dei giovani verso altre regioni o verso l'estero: gli under 34 rappresentano il 68,4% delle persone che abbandonano il sud, di cui il 34,6% sono laureati (dati Svimez). Se a questo aggiungiamo la ridotta quota di investimenti pubblici che viene destinata all'Italia meridionale e che non raggiunge il 30% del totale, il quadro del progressivo depauperamento del Sud è completo. La crisi economica ha ampliato il divario Nord - Sud, incidendo maggiormente sulle regioni meridionali.

Ora c'è bisogno di una vera e propria inversione di marcia, perchè contrariamente a quanto stanno provando a farci credere, il rilancio dell'Italia, passa solo ed esclusivamente attraverso il Sud. Il motore di questa nazione è il mezzogiorno e da esso bisogna ripartire per rincorrere le grandi potenze economiche Europee e Mondiali.



a cura di Jonathan Checola

DEMOCRAZIA, IL RICONOSCIMENTO DELLO STATO ED I PRINCIPI DI PARTECIPAZIONISMO

Etimologicamente il termine DEMOCRAZIA indica dominio, supremazia, del popolo, ma in senso generale viene intesa come autogoverno o autodeterminazione di una collettività, storicamente determinata nella sua tradizione culturale, nella sua lingua, nella sua adesione al territorio etc., di ciò che riguarda il conseguimento del bene comune, un bene pubblico adeguato di una certa collettività.

Gli Stati moderni, per la gran parte, si autodefiniscono come democrazie e il termine è venuto ad assumere un significato polivalente: sarebbe opportuno distinguere tra democrazia capitalista e quella socialista, tra democrazia formale e quella sostanziale, tra democrazia politica e quella sociale, tra democrazia rappresentativa e quella diretta, tra democrazia elettorale e il resto… a seconda cioè se si considera dal punto di vista storico, ideologico, geografico, economico, giuridico etc.
Se si assume l’ottica sociologica di analisi su come sia evoluto lo Stato contemporaneo dopo la seconda guerra mondiale, si possono individuare almeno tre caratteri specifici della democrazia: effettività, partecipazione e principio partitocratico.

Venendo a spiegare i tre principi, l’effettività della democrazia riguarda non tanto il riconoscimento e il rispetto delle norme, quanto piuttosto la situazione effettuale, la possibilità cioè di aver non solo riconosciuti dei diritti ma anche di essere nelle condizioni strutturali e istituzionali per esercitarli effettivamente da parte di tutti i cittadini (per esempio nella Costituzione italiana all’articolo 4, diritto al lavoro, articolo 32 diritto alla salute, articolo 34 diritto allo studio). Segue il principio di partecipazione e cioè che la democrazia, lo Stato, deve essere concepito come realtà partecipata di tutti, costruita da tutti per tutti i cittadini. Ma il flusso di partecipazione, nelle democrazie contemporanee, si attua tramite le organizzazioni di partito e quindi solo grazie al terzo principio: i partiti rappresentano la mediazione della partecipazione popolare al potere e sono volti a provvedere alla volontà del popolo.

La democrazia odierna deve quindi essere analizzata attraverso la conoscenza dei sistemi partitici, che da un lato modificano le forme di Stato e dall’altro sono il supporto delle forme di governo, perché possono trasformare il regime in vigore.

Però se la democrazia è puramente virtuale e non elettorale, se i partiti sono sempre più legati a interessi particolaristici, se l’applicazione del principio di effettività non è estesa a tutti i diritti sociali, se si diffondono ideologie di partecipazionismo popolare alla vita delle istituzioni e se si afferma una prassi oligarchica ai vertici delle stesse, si vengono a provocare inevitabilmente delle gravi contraddizioni ai principi democratici.


mercoledì 12 dicembre 2018

CHE IDEA? MA QUALE IDEA?

Che idea?
Ma quale idea?

Recitava così il testo di una canzone di Pino D'Angio, uscita nei primi anni '80. Oggi questo slogan l'abbiamo fatto nostro.

Accendiamo insieme la lampadina sui temi di Attualità, Cultura e Politica.