Durante l'ultima relazione del Copasir al Parlamento sono emerse tre minacce principali a cui è sottoposta l'Italia: 1) l'acquisizione di industrie e asset strategici da parte di imprese straniere; 2) la denatalità; 3) l'aumento del divario tra Nord e Sud.
Proprio quest'ultima è la minaccia che più ci preoccupa e sulla quale poniamo la massima attenzione affinchè si possa alimentare un dibattito socio - politico volto a generare una vera e propria inversione di marcia.
Cio che merge è l'Italia come paese sempre più spaccato a metà: dopo la crisi, il Nord ha ripreso a correte, mentre il Sud, invece, arranca e presenta una situazione socio - occupazionale (grafico in foto allegata) addirittura peggiore della Grecia. La distanza tra il Centro-Nord e il Sud non si limita al PIL pro-capite, ma si concretizza anche nella continua migrazione dei giovani verso altre regioni o verso l'estero: gli under 34 rappresentano il 68,4% delle persone che abbandonano il sud, di cui il 34,6% sono laureati (dati Svimez). Se a questo aggiungiamo la ridotta quota di investimenti pubblici che viene destinata all'Italia meridionale e che non raggiunge il 30% del totale, il quadro del progressivo depauperamento del Sud è completo. La crisi economica ha ampliato il divario Nord - Sud, incidendo maggiormente sulle regioni meridionali.
Ora c'è bisogno di una vera e propria inversione di marcia, perchè contrariamente a quanto stanno provando a farci credere, il rilancio dell'Italia, passa solo ed esclusivamente attraverso il Sud. Il motore di questa nazione è il mezzogiorno e da esso bisogna ripartire per rincorrere le grandi potenze economiche Europee e Mondiali.
a cura di Jonathan Checola

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