sabato 24 novembre 2018

NOI NON STIAMO IN SILENZIO, STOP ALLA VIOLENZA SULLE DONNE

La violenza sulle donne ha diversi volti; dai reati come la violenza fisica a quella sessuale, per finire con lo stupro, senza dimenticare la violenza psicologica.

In Italia e nel mondo una donna su tre dai 15 anni in su, mediamente, risulta vittima di violenza. Il timore della violenza è confermato dal dato secondo il quale il 53% di donne in tutta l’Unione Europea afferma di evitare determinati luoghi o situazioni per paura di essere aggredita.

Gli atti di violenza contro le donne possono accadere ovunque: dentro le mura domestiche, sul posto di lavoro, per strada. Spesso sono i partner o gli ex partner a commettere gli atti più gravi: in Italia sono, infatti, responsabili del 62,7% degli stupri. Una lunga scia di violenza che talvolta culmina anche con l’estrema conseguenza: il femminicidio. Nel 38% dei casi di omicidi di donne, il responsabile è, ancora una volta, il partner. Ed in oltre il 70% di questi casi, la donna vittima di violenza non ha denunciato, scegliendo il silenzio, per paura di ritorsioni. 

Il 25 Novembre è la Giornata internazionale di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. La nostra battaglia, però, non si limiterà certo a questa data. Come "Associazione I.DE.A." cercheremo di mantenere vivo ogni giorno il nostro spirito battagliero per contrastare gli stereotipi di genere che sono alla base di una visione errata di donne e uomini nella società.

Solo un PICCOLO uomo usa violenza sulle donne per sentirsi GRANDE




giovedì 22 novembre 2018

RAPITA IN KENYA GIOVANE VOLONTARIA ITALIANA. "AIUTIAMOLI A CASA LORO", QUELLO SLOGAN SEMPLICISTICO.

Silvia Romano, 23 anni, milanese, si era laureata da poco e lavorava per una organizzazione con sede a Fano, nelle Marche, la Africa Milele Onlus. Era tornata in Italia a settembre, ma dopo poco è subito ripartita per il Kenya, dove svolgeva le sue azioni di volontariato. Il rapimento sarebbe avvenuto durante un attacco nel centro commerciale di Chakama, circa 80 chilometri a ovest di Malindi nella contea Kilifi, nel sud-est del Paese. La banda di uomini, sarebbe entrata in azione armata di fucili, ferendo anche 5 persone, tra le quali un ragazzino di 12 anni. 


Nel frattempo che si susseguono le notizie sull'accaduto, non ha perso tempo a scatenarsi il tam-tam mediatico che ha visto anche una buona fetta di italioti (figura mitologica, misto tra italiano ed idiota) vomitare offese nei confronti della povera ragazza. Quando si dice, oltre il danno la beffa. 

E' stato un attimo e lo slogan "Aiutiamoli a casa loro" si è trasformato in "Poteva starsene a casa". Mai nulla di più semplicistico, blaterato dalla poltrona di casa, al caldo sotto al plaid, pigiando dei tasti a caso su una tastiera con lo sguardo fisso rivolto verso un monitor.

Ma se uno vuole andare va e rischia: perchè andare ai margini del mondo ad aiutare gli altri non è un mestiere, non segue una logica comune ed i rimproveri postumi, gli avvertimenti, suonano stonati. Se le varie "Silvia" di tutto il mondo fossero così stonate e false come le nostre belle parole di buonsenso resterebbero a casa, da buone borghesi, a programmare il weekend con il fidanzato o gli amici. Ed invece vanno incontro ad un'altra vita, diversa. Quasi incomprensibile.

Silvia ha fatto una scelta differente, sicuramente rischiosa, ma non ci ha certo rimproverato perchè noi siam rimasti qui. Dobbiamo quindi rispettarne le scelte e casomai anche gli errori, semmai si sia messa in pericolo superando determinati "confini". Non c'è niente di più irritante di sentire slogan semplicistici come "Aiutiamoli a casa loro" e poi ascoltare le prediche degli ometti di casa nostra che in cuor loro vorrebbero dire e lo dicono: "E' andata a cercarsela. Poteva starsene a casa".  

Un vecchio saggio recitava così: "A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio". Quel vecchio saggio era un certo Oscar Wilde. 


a cura di Jonathan Checola



sabato 17 novembre 2018

IL DECRETO GENOVA E' LEGGE, L'ANALISI A SENSO UNICO DI UNA MANOVRA CONTRO SENSO

E' ufficiale, il Decreto Genova è legge. Nella mattinata di giovedi, tra polemiche e contestazioni, è stato approvato al Senato il D.L. Genova, che fa felici prima di tutto i genovesi, oltre che i cugini "partenopei", anche se lascia un pò di malumore tra gli ambientalisti. 

Partiamo proprio dalla fine, il malumore tra gli ambientalisti. A cosa è dovuto? Ecco, la domanda è semplice e la risposta ancor di più, nel dl appena approvato è inserita una norma che riguarda i Fanghi di depurazione, più precisamente "disposizioni urgenti per la gestione dei fanghi di depurazione destinati agli usi agricoli". La norma conferma i limiti vigenti per le sostanze nocive ma indica un'eccezione per gli idrocarburi (C10-C40), per i quali il limite da non superare è 1.000 mg/kg. In parole povere, con tale norma, nonostante la rassicurazione di controlli più stringenti, è tollerato lo sversamento di diossina ed altri inquinanti. Un provvedimento che lascia molti dubbi e poche certezze, sia tra gli ambientalisti che tra le gente comune, sopratutto in virtù di uno scandalo "mozzarelle alla diossina" scoppiato solo qualche anno fa che ha colpito proprio la nostra regione. 

Torniamo comunque all'argomento principale del DL Genova, le misure a sostegno della ricostruzione del ponte Morandi e per il rilancio dell'economia genovese. Il decreto stanzia oltre 750 milioni di euro per Genova. In particolare, 520 milioni (da qui al 2019) sono previsti per la demolizione e ricostruzione dello stesso ponte Morandi e per gli indennizzi agli sfollati; e altri 234 milioni saranno destinati a misure economiche per il rilancio di Genova, di cui 60 per esenzioni fiscali, 20 per sostegno al trasporto pubblico locale, 20 per la nuova Zona franca urbana, 35 per sostegno alle imprese danneggiate. Resta la norma che impone ad Autostrade di pagare tutti gli oneri per la ricostruzione del ponte e la viabilità connessa, e anche gli indennizzi agli sfollati per trasferirsi e ricomprare casa. Tutto sommato un buon disegno, anche se restano indefinite le modalità di assegnazione degli appalti, sulle quali il commissario Bucci dovrà prima o poi esprimersi. 

In ultimo, ma non per ordine di importanza, la parte del DL che ha reso felici gli ischitani, creando però non pochi grattacapi al Governo giallo-verde. Nel decreto Genova ci sono anche le norme per la ricostruzione delle aree di Ischia colpite dal sisma del 21 agosto 2017. Previsti la nomina di un nuovo commissario e lo stanziamento di 60 milioni di euro. All'articolo 25 c'è la norma, contestata soprattutto dai dissidenti M5S, che punta a velocizzare la definizione delle vecchie domande di condono ancora aperte. È rimasta dunque l'applicazione del condono della legge 47/1985, dunque la possibilità di sanare gli edifici costruiti senza licenza edilizia in zone sottoposte a vincolo (paesistico, idrogeologico, sismico) pur con parere favorevole degli enti preposti alla tutela. Quel condono che ci porta indietro di oltre trent'anni, quando non esistevano ancora molte norme di tutela del territorio, del paesaggio, di contrasto del rischio sismico, vulcanico ed idrogeologico. 

E' abbastanza paradossale come oggi, nell'era in cui per metter su una casa da zero bisogna fare i conti con decine e decine di norme da rispettare, venga concesso l'onore di un condono edilizio per abitazioni giacenti in zone sottoposte a vincoli e per di più dopo che le stesse zone son state interessate da un terremoto che ha lasciato molte crepe.

Ma la politica è così, puoi nasconderti dietro alla maschera dell'onestà quanto vuoi, prima o poi il vero te uscirà fuori e finirai per sostenere un provvedimento che di onesto ha poco o nulla. Oggi condono, domani ?????

a cura di Jonathan Checola



martedì 13 novembre 2018

MERITOCRAZIA, MIA CARA SCONOSCIUTA. BATTISTON - BUSSETTI: IL DIFFICILE RAPPORTO TRA FISICA ED EDUCAZIONE FISICA

Presa in considerazione la piramide sociale, se ciascuno deve avere il posto che gli compete, i migliori dovrebbero stare al vertice, ricevendo una giusta ricompensa sociale, in termini di remunerazione e prestigio, per i servizi forniti grazie alle loro capacità, la preparazione e le competenze: in breve, per il loro merito. Ciò risponde in primo luogo ad un principio di giustizia: chi eccelle deve ricevere un premio adeguato ai suoi meriti; in secondo luogo, ad un principio di utilità: le funzioni che comportano responsabilità rilevanti e le cariche direttive conviene che siano ricoperte da chi offre le migliori garanzie in termini di ottime prestazioni. 

Oggi più che mai, con un tasso di disoccupazione che raggiunge percentuali altissime sforando la soglia del 10% (a Settembre di è attestato al 10,1%), si chiede a chi governa la piena attuazione del principio meritocratico ed il diritto di vedere tutelati i diritti (anche economicamente) di chi investe nella propria formazione. Purtroppo, i desideri non sempre si realizzano, e succede che a rimetterci son sempre i migliori. E' notizia proprio di questi giorni che Roberto Battiston è stato sollevato dall'incarico di Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana.

Ovviamente ai più la notizia non tange affatto, però dietro questa vicenda si nasconde ciò che dovrebbe essere alla base del principio di meritocrazia. Roberto Battiston è un Fisico Italiano, laureatosi presso la "Normale di Pisa" a soli 24 anni, presentando una tesi di laurea sulla "Produzione di muoni in interazioni p-p agli ISR del CERN (esperimento R029)". Detto in breve, uno scienziato, anzi una delle eccellenze della scienza attualmente presenti in Italia.

A sollevarlo dall'incarico, invece, è stato Marco Bussetti, Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Quest'ultimo laureatosi in Scienze delle Attività Motorie presso l'università "Cattolica del Sacro Cuore", all'età di 38 anni presentando una tesi dal titolo "Il minibasket: giocosport educativo". 

Ora anche ai meno attenti sobbalza subito agli occhi la sostanziale differenza tra i due, il primo Fisico, il secondo, al più, istruttore di Educazione Fisica. Il capovolgimento sostanziale della piramide sociale, che così come accade nelle grandi stanze del Governo, accade anche nel Supermarket vicino casa, dove talvolta il Direttore vanta una Terza Media ed il Banconista una Laurea in Economia con specialistica nell'Organizzazione della GDO.

In conclusione, si spende tempo e denaro (generalmente a carico delle famiglie) in corsi universitari, master, viaggi per studiare la lingua comunitaria nell'attesa speranzosa che un  giorno tutto questo sforzo verrà in qualche modo ricompensato. Poi quel giorno non sempre arriva e si assiste, così, alla delusione, inevitabile, di chi si vede sempre o quasi sempre scavalcato (leggasi fregato) da chi, per motivi non propriamente legati alle capacità personali, al percorso di studi intrapreso (e talvolta neanche concluso) riesce a "guadagnarsi" anche lavori ed incarichi prestigiosi.

Mai come in questo periodo storico, occorre dare slancio al nostro Paese, ispirarsi alle società più avanzate nello sviluppo della meritocrazia per sbloccare un'economia che stagna da più di vent'anni, è indispensabile valutare e valorizzare il talento nella scuola e nelle università, negli enti pubblici e nelle imprese. E' necessario restituire ai consumatori ed ai cittadini un ruolo centrale. E' drammaticamente urgente un cambiamento culturale necessario per rispondere alle sfide del nuovo millennio perchè di fatto l'assenza di questo sistema di valori ha prodotto una classe dirigente debolissima e inadeguata di policy makers, leader e dirigenti della pubblica amministrazione. 

"La dignità non consiste nel possedere onori, ma nella coscienza di meritarli." - [Aristotele]


a cura di Jonathan Checola


lunedì 12 novembre 2018

AMBIENTE: IL COMPLESSO DELLE CONDIZIONI SOCIALI NEL QUALE SI TROVA L'INDIVIDUO

"La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico ed artistico della nazione."


Questo è ciò che enuncia l'art.9 della Costituzione italiana e dal momento che sia il paesaggio naturale che quello storico-artistico fanno parte dell'ambiente,questo enunciato costituzionale rappresenta la summa dell'interesse ambientale,nato nel secondo dopoguerra.


Avendo una visione ancora più ampia del termine AMBIENTE,esso può essere considerato come il complesso delle condizioni sociali nel quale una persona si trova,si forma e si definisce.

L'idea della nostra associazione sarà quella di affrontare il tema dell'ambiente,inteso sia come paesaggio artistico-naturale che come insieme di fenomeni sociali,mettendo in evidenza la stretta correlazione che esiste tra le due facce della preziosa medaglia "Ambiente".

a cura di Vincenzo Genito


sabato 10 novembre 2018

INTERNET, DEMOCRAZIA E AMBIENTE, NASCE L'ASSOCIAZIONE I.DE.A.

Che idea! Ma quale idea? Recitava così il testo di una canzone di Pino D’Angiò uscita nei primi anni ottanta. Oggi questo slogan l’abbiamo fatto nostro e con esso annunciamo la nascita dell’Associazione I.DE.A., acronimo di Internet, Democrazia ed Ambiente.


A 29 anni di distanza dalla caduta del Muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo, ci sono ancora tanti muri da abbattere e nuovi muri si stanno creando. Tuttavia vicende come quelle del muro di Berlino, che ai ragazzi di oggi possono apparire lontane, ma che sono ancora vive nella coscienza dell’Europa, dimostrano che i muri e le chiusure nell’ideologia o nell’egoismo sono soluzioni artificiose e di corto respiro, fonte di grandissime lacerazioni e sofferenze umane, e che la soluzione ai problemi complessi delle società contemporanee va trovata nel dialogo e nella cooperazione tra le persone e tra i popoli. Cooperazione che oggi è favorita anche dall’uso di INTERNET, mezzo di comunicazione di massa ormai accessibile quasi a tutti e che se utilizzato nei giusti modi permette di creare delle vere e proprie reti tra i territori o più semplicemente tra generazioni diverse anche sullo stesso territorio, ma che, come tutti gli elementi che hanno cambiato e rivoluzionato il mondo, presenta anche grandi distorsioni e pericoli. Quel momento simbolico, inoltre, ha determinato anche l’inizio del declino di ciò che – soprattutto nel mondo occidentale – pensavamo fosse ormai acquisito: la DEMOCRAZIA, nelle sue forme e nella distorsione del deficit di rappresentanza e di potere decisionale. L’AMBIENTE, punto cardine e priorità assoluta se si vuole pensare di progettare un futuro migliore, sensibilizzando i cittadini e le comunità ad una maggiore responsabilità ed attenzione al buon governo del territorio, consapevoli che non è più un richiamo ideologico dal sapore romantico, ma una necessità per la sopravvivenza delle future generazioni. 

E’ con queste premesse che abbiamo fortemente voluto costituire l’Associazione I.DE.A., luogo di confronto, di crescita e di formazione. Un’iniziativa intrapresa da sette giovani, vicini ai principi valoriali di Fratelli d’Italia, con l’obiettivo di abbattere ogni muro ideologico ed aprirsi alla società civile. Uno degli obiettivi è di ragionare insieme sui fatti sociali, economici, politici, culturali ed avvenimenti di attualità. Gli strumenti saranno convegni, seminari, workshop, indagini, ricerche, formazione e pubblicazioni. Per meglio comunicare con tutti abbiamo creato un portale che informa quotidianamente e dialoga attraverso un blog (www.assidea.blogspot.com). 


Comitato promotore ed organizzativo: Jonathan Checola, Domenico Giglio, Niccolò Profeta, Alessio Scocca, Lucio Di Sisto, Gabriele Russo, Vincenzo Genito. 

“Portarsi non là dove ci si difende, ma là dove si attacca.” – [Julius Evola]