venerdì 3 aprile 2020

LA SCUOLA ITALIANA AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Le nostre vite, così come la nostra quotidianità, sono state stravolte. L'avvento dell'emergenza sanitaria ha cambiato le abitudini di tutti noi, dalle più basilari routine giornaliere a quelle del lavoro e finanche dello studio. 

In questo marasma generale anche la scuola ha dovuto adattarsi al nuovo stile di vita, con non poche difficoltà sia per il corpo docente che per gli alunni. La "nuova scuola" a distanza dettata dalla necessità della circostanza, sarà, probabilmente, apripista di un futuro modo di apprendere, ma come ogni novità si porta dietro i digasi oltre i vantaggi. 

Molte famiglie, già vessate dalla crisi economica emersa all'indomani del lockdown, si ritrovano impreparate ad affrontare il nuovo approccio scolastico, con conseguente difficoltà nella reperibilità di beni richiesti dal mondo scolastico. In questi giorni anche reperire della carta per prendere appunti diventa complicato, sia per le misure restrittive ancora in vigore che per gli oneri economici che può comportare l'acquisto di una stampante o fotocopiatrice. 

Sono giorni cupi dove è forte la paura e l'incertezza, giorni in cui resta poco spazio per il dogmatismo di una lezione ordinaria, e si fa sempre più spazio un modello che si basa sul tenere stretto il rapporto umano con gli studenti, che faccia capire che la scuola è presente e che dia un'idea di continuità impedendo la dispersione scolastica. 

E' impensabile pretendere che si possa lavorare con la stessa produttività di prima, vale per l'operaio in fabbrica tanto per gli studenti, non per il metodo di apprendimento posto sulla multimedialità, ma per la mera questione di scarsa reperibilità di beni e mezzi richiesti. Se è vero che ci vorrà tempo per tornare alla nostra "normalità", allora bisogna affrontare questa sfida con mente aperta ed empatia.

di Domenico Giglio


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